Sabrina Grossi, pittrice contemporanea.

Sabrina Grossi nata Venezia nel 1963,  nel 1981  si diploma come Maestro d’Arte  grafica presso Istituto Statale d’Arte di Venezia.

Prosegue poi il suo percorso artistico iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti di Venezia.

Oggi vive e lavora nella sua città e continua la sua ricerca cromatica oltre ad un approfondimento sulla struttura materica; ispirandosi al suo ambiente circostante, il suo lavoro pur avendo una qualità astratta è figurativo in natura.

Rappresenta una reazione istintiva ed emotiva che tutti noi abbiamo quando ci imbattiamo per la prima volta in una determinata situazione. Guardando le sue opere sarete attratti da una memoria del passato mentre, la parte materica vi riporta nel vostro stato attuale. Opere ambigue che permettono allo spettatore di decifrare i dettagli attraverso le proprie esperienze.

Ha esposto in varie mostre nel panorama artistico italiano e in quello estero, con esposizioni personali e partecipazioni  a movimenti artistici, ottenendo ottimi risultati e consensi di critica.

Alcune sue opere sono presenti in collezioni  pubbliche e private.

Dal 2014 è presente nella collezione privata di CA’ Zanardi  Venezia.

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Premioceleste

“Nella vaghezza d’iconografie intuibili di paesaggi e luoghi evocati nel pensiero, nell’indecifrabile scia di pigmento che si ingarbuglia sulla tela per tracciare segmenti scomposti d’intimi ricordi, s’intuisce la presenza di un’artista che di ogni viaggio, di ogni esperienza esistenziale, di ogni passo compiuto serba l’energia potenziale, traduce la curiosità dell’ascolto e del racconto.

 

Il pennello allora vaga inquieto sulla superficie parafrasando poesie visive, ora impressioniste e poi repentinamente espressioniste, ora astratte e un attimo più tardi informali, ignorando la logicità del razionale, come flussi di coscienza organizzati in combinazioni liriche, sbalzi di colore, giostre di vuoti e pieni, assenze e presenze dove il pensiero e la visione si fondono, ignorando i rispettivi confini, per ricomporre l’eterogeneo mosaico degli episodi vissuti.

 

 La pittura  non è dunque azione contemplativa  bensì rivelativa;  caricando e diminuendo  ripetutamente i toni,  armonizzando  le composizioni  in giochi cromatici  risoluti, accostando i complementari  e evidenziando il tutto con estroflessioni e increspature, con campiture  e pesanti  sovrapposizioni,  Sabrina Grossi ci conduce per mano negli ossessivi vortici della sua ricerca, offrendoci esperienze che non si limitano ad appagare un bisogno estetico quanto piuttosto a risvegliare  sopite empatie. “

 

“Gaetano Salerno”